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giovedì 24 ottobre 2013

Sapori e saperi dal Mendrisiotto, ma non solo


Allora: domani apre Sapori e Saperi al Mercato coperto di Mendrisio. Potrei dirvi che si tratta di una vetrina importante per i produttori locali o di un appuntamento imperdibile per chi vuole scoprire il gusto vero del territorio, oppure che ci saranno tanti giochi e concorsi o chef capaci che vi sapranno deliziare. E invece no. Vi racconto il mio Sapori e Saperi degli anni passati in ordine cronologico-spaziale:

Momò maps street indoor markt Mendrisio:
  1. Seguo le istruzioni dell’omino del parcheggio e piazzo l’automobile dove indicato
  2. Entro
  3. Mi dirigo a destrissima, e comincio con la via dei vini
  4. Ascolto il rendiconto dell’annata e provo il prodotto
  5. Provo il prodotto della cantina dopo
  6. Quella dopo la salto; il perché non me lo ricordo nemmeno più, ma sono quelle tipiche cose che ti leghi al dito (e tanto non è nemmeno un produttore del Mendrisiotto ;-))
  7. Qui invece sì, bevo
  8. Anche qui
  9. Sul fondo lancio un’occhiata al progetto cantonale solitamente esposto
  10. Poi torno in dietro e rifaccio la via, e qui cominciano i guai
  11. Comando il vino
  12. Ne comando ancora
  13. E ancora un po’
  14. So che il giorno dopo me ne pentirò tantissimo, ma la tradizione è questa e non si può interrompere
  15. Affronto la corsia al centro
  16. Formaggi, farine, miele, marmellate, biscotti, castagne, e chi più ne ha più ne metta
  17. Compero
  18. Intraprendo quella sulla sinistra
  19. Affettati, verdure bio o prospecierara, frutta bio o prospecierara, pane, salami, mortadelle, colesterolo
  20. Compero
  21. Risalgo dal corridoio dei vini, ma solo per capire, da come mi salutano i produttori, quanto sono riuscita a spendere (il giorno che mi faranno la òla dovrò ipotecare casa)
  22. A volte mi dirigo ancora più a destra per il pranzo
  23. Altre torno a recuperare l’automobile, sapientemente accudita dall’omino del parcheggio

In pratica, andateci e godetevela: tutto il resto è contorno ;-)!

Ulteriori informazioni:




mercoledì 23 ottobre 2013

La torta di zucca del Giusto


Se le giornate uggiose come quella di oggi vi mettono tristezza, mettetevi a preparare una bella torta; per risollevare il morale non c’è nulla di meglio che riempire la casa di dolci profumi, da assaggiare col caffè. Oggi dal libro nero di famiglia è saltata fuori la torta di zucca, ma non quella normale, che può fare chiunque, ma quella ricevuta dalle sapienti mani del Giusto. Eccola:

Torta di zucca del Giusto

1 Kg di cubetti di zucca già tagliati
100 gr di farina bianca
150 gr di zucchero
50 gr di burro
2 uova intere
1 pizzico di sale
uva sultanina
1 bustina di zucchero vanigliato

Preparazione:


Fate cuocere i cubetti di zucca in poco latte (giusto per non farli attaccare alla pentola), fino a quando si spappolano; passateli e lasciateli raffreddare (potete anche farlo con la forchetta, basta che si arrivi ad avere una purea). Aggiungete gli altri ingredienti, e otterrete così una pasta molle (dovesse risultare troppo liquida aggiungete ancora un po’ di farina). Imburrate la teglia e passatela con la farina o il pane grattugiato. Versatevi dentro la pasta e cuocere per circa un’ora nel forno preriscaldato a 180°. Spesso ci vuole anche di più, dipende dal forno, fate comunque sempre la prova dello stuzzicandenti. Lasciate raffreddare e…. buon app :-)!


mercoledì 2 ottobre 2013

Un grattaculo da spalmare sul pane


Nel Mendrisiotto dare a qualcuno del grattaculo non è un complimento, come credo in nessuna parte del mondo. Se però vi capita di camminare per un sentiero e sentire pronunciare un bel “gratacüü” in direzione della vegetazione, sappiate che siete al cospetto di un cespuglio di rosa canina. Il nome “canina” lo si deve alla leggenda che ha visto un soldato romano guarire dalla rabbia trasmessagli da un cane, assumendo un decotto delle sue radici. 

Le proprietà sono molteplici: è un ottimo antinfiammatorio, aumenta le difese immunitarie e previene le allergie, ottimo per tosse, raffreddore, tonsillite e otiti, ma è anche considerato un eccellente tonico contro l’esaurimento e la stanchezza. Inoltre, grazie alla quantità di vitamina C contenuta (fino a 100 volte in più di quella presente nelle arance), ha un’ottima azione antiossidante, per essere sempre giovani e belli.

Detto questo, la prossima volta che qualcuno mi darà della “gratacüü”, lo prenderò quasi come un complimento ;-). Vi lascio la ricetta per farne un’ottima marmellata, ricevuta proprio stamani dalla mia amica Paola.

MARMELLATA DI ROSA CANINA

Ingredienti:
2 Kg di bacche di rosa canina
1 sacchetto di Pec-gelfix
½ sacchetto di acido citrico
1 Kg di zucchero (o di zucchero gelatificante)
1 bustina di zucchero vanigliato

Preparazione:
Lavare le bacche, levare il gambo e il cappello nero. Mettere in una pentola, aggiungere acqua fino ad arrivare al livello delle bacche e cuocere per 30-40 minuti, fino a quando risultano tenere. Passarle nel passaverdure con griglia fine. Mettere il purè ottenuto in una pentola e aggiungerci tutti gli altri ingredienti; portare ad ebollizione continuando a mescolare. Cuocere per 4-6 minuti a fuoco vivo. Togliere dal fuoco e mescolare ancora per 1 minuto, quindi sistemare in contenitori di vetro.


martedì 1 ottobre 2013

Astronomia gastronomica


Da oggi fino a domenica 3 novembre, nel cielo del Mendrisiotto saranno visibili delle prelibate costellazioni, come ad esempio:

  • La gran sella del capriolo
  • Il piccolo carro di salmì
  • La croce della cazzöla
  • I medaglioni del cervo maggiore

È infatti appena cominciata la 50esima Rassegna Gastronomica del Mendrisiotto che, soprattutto quest’anno, sarà più astronomica che mai. Dunque anziché alzare gli occhi al cielo per la noia abbassateli sulla cartina e scegliete il vostro menù, perché gustare i piatti proposti sarà come vedere una stella cadente: i vostri desideri verranno realizzati!




domenica 22 settembre 2013

Ricetta numero 75 direttamente dal mio libro nero


L’altro giorno al post sui fichi avrei voluto aggiungere una ricetta che includesse questo delizioso frutto, ma purtroppo fra i miei appunti non ne avevo (andare a prenderne una in internet mi sembrava poco “genuino”). Stamani invece, mentre bevevo un caffè a casa dei miei, ne ho trovata una all’interno del mitico libro nero di famiglia, e scritta proprio da me. L’unica. In mezzo ai meravigliosi svolazzi calligrafici della mia bisnonna e ai ritmici saliscendi di mia madre si trova una pagina, una sola, più precisamente la numero 75, riempita di rotonde vocali, qualche errore ortografico e un po’ di tipex (ero giovane, molto giovane.... o almeno spero). 
Ve la riporto anche perché, leggendola, credo valga la pena riprodurla (se lo fate ditemelo, sono curiosa :-)).

Torta di fichi di pagina 75

Ingredienti:
  • 600 gr fichi
  • 100 gr farina
  • 150 gr zucchero
  • 2 cucchiaini di lievito
  • 1 cucchiaio di mandorle a scaglie
  • 3 uova
  • burro

Preparazione:

Spelare i fichi e taglierli a dadini. Lavorare i tuorili con lo zucchero. Amalgamare la farina con il lievito, i fichi e gli albumi montati a neve. Imburrare uno stampo. Versare il composto, cospargere le mandorle e cuocere per 50 minuti in forno a 190° (statico). Fatemi però un favore, dopo 30 minuti controllate comunque la cottura, perché non capisco se ho scritto un 3 o un 5 (asino di natura chi non capisce la sua scrittura ;-)).