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sabato 3 maggio 2014

Mendrisio is Happy forever!


Son quelle cose che mi fanno ridere, sorridere e aprire il cuore. Sarà anche frutto della moda del momento, ma vedere persone che normalmente vedo serie e professionali ballare a ritmo di Williams Pharrell non può che confermare che lo spirito momò esiste, è vivo e vegeto, ed alberga in ognuno di noi.

Guardate il video: riconoscerete sicuramente qualcuno ed è pieno di guest star!
E un sentito grazie a Stefania di Petali di Riso che, assieme all'associazione commercianti e artigiani di Mendrisio stamani mi hanno fatto sentire molto happy :-).



domenica 15 settembre 2013

Mendrisiotto e Mountain Bike: accoppiata vincente!


Oggi vi parlerò di un gruppo di persone che da noi hanno sempre goduto della massima visibilità; ai tempi questo merito era affidato a una maglietta viola con triangolo giallo riconoscibile a chilometri di distanza, mentre oggi questo dono è presente grazie alla loro bravura (incoscienza?), che te li fa trovare su sentieri sconosciuti e impervi, dove mai avresti creduto potesse passare una due ruote. Di chi sto parlando? Ma naturalmente del mitico Momò Bike, gruppo apprezzato e conosciuto non solo dagli amanti della bicicletta. Ho voluto incontrare Mitka Fontana, presidente, per scoprire qualche cosa in più di questo mondo fatto di sudate emozioni.

Da quanto tempo esiste il Momò Bike?
Quest’anno festeggiamo il 25esimo anniversario, anche se sulle nuove magliette siamo riusciti a scrivere la data sbagliata (ride).

Da chi è stato fondato?
Da un gruppo di amici amanti della mountain bike in un periodo in cui esisteva solo la bicicletta da strada. Ci è piaciuta subito l’idea di passare dalla strada al bosco, e così abbiamo fondato il Momò Bike. Oggi contiamo circa 150 soci, di cui una cinquantina sempre attivi. È comunque una società molto amata da chi le sta vicino; c’è molta gente che non pedala ma sul sito segue gli avvenimenti, guarda le foto e legge i commenti: ci sono vicino.

Organizzate gite?
Certo. Facciamo circa 15/20 uscite ufficiali all’anno a cui partecipano mediamente dalle 15 alle 40 persone, a dipendenza del grado di difficoltà e dalla meteo. Poi però ci sono le gite che nascono spontaneamente tra i soci, dunque siamo sempre in movimento.

Come si fa a scegliere una gita adatta alle proprie capacità?
Basta informarsi prima o fare una telefonata. A volte c’è qualcuno che osa un po’ di più e tenta un percorso un po’ più impegnativo: non dovrà comunque temere di rimanere da solo, vorrà però dire che magari tornerà a casa un po’ più stanco, ma sicuramente felice. Da noi c’è posto per tutti.

Quanti chilometri all’anno consigli di fare?
Io non misuro i chilometri ma il piacere: se ho voglia di andare pedalo, altrimenti faccio altro. Certo è che se si vuole godere di determinati percorsi o affrontare una gita di qualche giorno è necessario avere nelle gambe qualche migliaio di chilometri.

Qualche consiglio utile per chi vuole avvicinarsi alla mountain bike?
Mettersi in sella, osare e provare, ma soprattutto essere curiosi. Sarà quest’ultima caratteristica infatti a portarti a provare cosa vuol dire scendere 2 gradini, poi 4, e alla fine cercare di farli in salita. La prima volta magari si arriverà solo fino a Somazzo, poi alla Piana, poi in cima al Generoso, e il bello della mountain bike è che per scendere non avrai solo la strada asfaltata ma potrai scegliere uno degli innumerevoli sentieri.

Alle Scuole Medie di Mendrisio è presente un bikepark e un pumptrack; cosa sono?
Sono dei parchi giochi per la bicicletta a libero accesso dove, in uno spazio ridotto, puoi esercitare la tecnica. Nel bikepark ci sono degli ostacoli e dei percorsi che, con un po’ di fantasia, riesci a utilizzare in modi differenti. Invece il pumptrack ti porta a fare dei movimenti che, senza pedalare, ti permetteranno di uscire da una curva più veloce di quando ci sei entrato. È per chi ama le evoluzioni o per chi deve esercitarsi: pensa che anche la squadra della Scott è venuta qui a fare un campo di allenamento.

Com’è il rapporto dei giovani con la mountain bike?
Ai giovani non piace fare fatica, vogliono giocare, dunque magari preferiscono salire in seggiovia piuttosto che affrontare tre ore di salita. Qualcuno nel gruppo del Momò Bike c’è, ma generalmente arrivano più tardi. Da orami dieci anni però organizziamo in primavera il “Trik and trail”: è un corso aperto ai ragazzi dalla 4a elementare fino alla 3a media per apprendere la tecnica della mountain bike. Sono conoscenze che serviranno nella vita di tutti i giorni, perché saper usare i freni e avere un buon equilibrio serve anche per districarsi in mezzo al traffico.

Meglio mountain bike o bicicletta da strada?
Per me è uguale, basta che sia una bicicletta e che ci sia da pedalare; ma se posso scegliere, scelgo la mountain bike. Da noi c’è il Monte San Giorgio e il Generoso, che è una fucina di sentieri eccezionale. Per la bicicletta da strada il Mendrisiotto offre molte soddisfazioni, è necessario però scegliere i percorsi e gli orari giusti.

Puoi consigliarci qualche percorso in bicicletta?
Sul nostro sito, sotto la sezione “GPS”, si trovano molti percorsi sia per mountain bike che per bicicletta su strada. Per famiglie consiglio il giro di Santa Margherita, per scoprire il Mendrisiotto invece un percorso a cavallo fra il San Giorgio e le colline circostanti, mentre per gli amanti della tecnica non c’è che l’imbarazzo della scelta: il Monte Generoso in questo senso offre parecchio.


Per ulteriori informazioni: www.momobike.ch

Foto presa dal sito Momò Bike e filtreggiata un po' da me.

mercoledì 7 agosto 2013

Scopriamo il Gruppo Le Forchette

Spesso comincia così: ci sono i soliti quattro amici al bar, un’idea viene buttata lì a caso et voilà, un’originale e simpatica iniziativa diventa realtà. È quanto accaduto a Vittorio Cazzola e al suo enogastronomico, ma non solo, Gruppo le Forchette. L’ho voluto incontrare per potervi raccontare qualche cosa in più.

Gruppo le Forchette: di cosa si tratta?
Tempo fa, assieme ad alcuni amici, ci siamo detti: “ma perché non mettiamo via 20 Franchi al mese su un conto, e a fine anno andiamo a mangiare in un bel posto?”. E così è stato: una volta all’anno ci vestiamo bene e andiamo a tirarcela un po’. 

Fino ad ora dove siete stati?
Al Principe Leopoldo, all’Eden Roc di Ascona, Artè al Lago, allo Splendide Royal, Villa Castagnola,  Montalbano, il Motto del Gallo, Santabbondio e tanti altri.

Quale ti è piaciuto di più?
Senza ombra di dubbio il Principe Leopoldo di Lugano, anche perché è stato il primo e il primo amore non si scorda mai. Comunque mi sono piaciuti tutti: ognuno ha avuto la sua particolarità, sia come menu che come saloni, servizio, eccetera.

Come funziona la vostra iniziativa?

Per partecipare alla cena annuale bisogna essere soci del Gruppo e, prima del termine d’iscrizione alla cena, aver versato sul conto 240 Franchi. Detti così sembrano molti ma, se depositati mensilmente, sono una cifra abbordabile per chiunque. Questo però solo per ciò che concerne la cena di fine anno, perché organizzo anche diversi eventi aperti a chiunque, anche ai non soci.

Cosa comprende la cena?

Pattuisco tutto prima con il ristorante, in modo da non aver sorprese supplementari. Solitamente sono menù da 5 portate con abbinamento vino compreso, più naturalmente un pullman  per potersi gustare la serata in piena tranquillità, senza problemi con l’alcool alla guida.

Quanti soci conta il Gruppo Le Forchette?
Siamo partiti in 8 e ora, dopo quasi 10 anni, siamo arrivati a 46 soci attivi, che vanno dai 5 ai 68 anni.

Cosa organizzi oltre alla cena annuale?
Molto altro direi: quest’anno in programma erano previsti ben 12 eventi aperti a tutti. Seguiamo diverse camminate gastronomiche, ma dipende molto da quanto mi capita sotto tiro. Personalmente dedico molto tempo all’iniziativa, ma è un’attività che non mi pesa perché la faccio con piacere.

Quali sono i prossimi eventi in calendario?
C’è la “Mangia e cammina sugli Alpi” in Valle Bedretto, in settembre una visita al Museo del Cemento con relativa cena al Grotto del Mulino e l’immancabile Sagra dell’Uva di Mendrisio, in novembre la Fiera di San Martino e il 16 dello stesso mese la cena annuale, che quest’anno faremo al Grand Hotel di Villa Castagnola.

Se uno vuole iscriversi come deve fare?

Sul nostro sito internet si trova tutto, dal regolamento al formulario di iscrizione, e abbiamo anche una pagina Facebook.

Perché una persona dovrebbe iscriversi?
Per divertirsi, stare in compagnia a mangiare e bere in sicurezza, e per vivere esperienze da ricordare.

In pratica il decalogo del perfetto momò ;-).












giovedì 25 luglio 2013

Io, Davide Van De Sfroos e il 1° di agosto


In maggio si doveva svolgere a Rancate la manifestazione “Sensi in musica” ma, causa cattivo tempo, è stata rimandata a giovedì 1° agosto. Visto che a tempi non avevo ancora blogspot, vi ripropongo quanto avevo scritto per l'occasione.

Lo so, sono passati ormai diversi anni, ma ogni volta che qualcuno nomina Davide Van De Sfroos nella mia testa appaiono le strofe de “La Curiera”. Mi perdoni l’artista ma quel su e giù, l’autista che non ne può più, la Signora cunt i bei tèt e la düneta c’ha sbaglià ’l biglièt l’avrò sentita e cantata in ogni dove, anche a mia insaputa. Ora Van de Sfroos scrive libri, ha vinto e vince premi, riempie stadi, conduce trasmissioni radio, è andato a Sanremo, scrive colonne sonore di film, stringe collaborazioni, tiene seminari, scrive poesie, scatta magnifiche fotografie, filosofeggia, tiene aggiornato il suo profilo Facebook e fa sicuramente molto altro, il tutto suonando, cantando, divertendo e facendo pensare i suoi fan. Ecco: tutto questo ben di dio di qualità artistiche e io che faccio? Lo accolgo canticchiando “La Curiera”, ma forse sono riuscita a trovare un perché. Tralasciamo petti prosperosi, la sciura Rosa con nipotino al seguito, i turisti, le ragazzine che fann tropp casòtt, il prete, l’autista e tutti i passeggeri presenti su quella corriera, ma pensiamo a dove quella corriera si trova: sulla strada! Già, quella strada che a percorrerla insegna, produce, nutre, parla, ansima e mette in mostra tutto ciò che siamo: la strada della vita. Bene, forse il motivo per cui quando penso a Davide Van de Sfroos comincio a cantarla è perché lui mi ha suggerito una cosa importantissima: che sul tragitto della propria esistenza si può e si deve ballare, sempre, perché è l’unica cosa in grado di creare una splendida atmusfera, anca se la vita l’è sempre la solita tiritera. 

Giovedì 1° agosto, in Piazza a Rancate, dalle 17 potremo ascoltare la musica dei Ciemme, Big Bang Family, Make Plain e Trenincorsa, mentre alle 21.39 il cantautore laghée per antonomasia prenderà posto sul palco di “Sensi in musica”. Tema della serata: il linguaggio nelle sue più ampie sfaccettature. Per l’occasione Davide Van de Sfroos sarà affiancato da professionisti del linguaggio dei segni, che offriranno una traduzione simultanea delle sue canzoni. Da non perdere!

(In caso di cattivo tempo la manifestazione si svolgerà al Palapenz di Chiasso)




mercoledì 17 luglio 2013

Ecco la prima edizione del Momò Country Rebelott

I momò quando non partecipano al divertimento, se lo creano. E così ha fatto Giampiero che, dopo 3 anni di tentativi e ripensamenti, ha deciso di organizzare la prima edizione del “Momò Country Rebelott”. Se però da una parte troviamo un’occasione in più per ridere e brindare alla vita, dall’altra si è voluto pensare anche ai meno fortunati, offrendo il ricavato a due associazioni attive sul nostro territorio. Ho voluto incontrare Giampiero per sapere qualche cosa in più di questa giornata.

A cosa ti sei ispirato per trovare il nome Momò Country Rebelott?
Le feste country spesso si chiamano con nomi un po' possi. Momò l’ho voluto a tutti i costi e, con l'aiuto dell’amico Marzio, dopo una decina di sms ho scelto Rebelott perché rispecchia il mio animo festoso.

Cosa ti aspetti dalla giornata?
Mi aspetto del puro e sano divertimento, con l'intento di raccogliere qualcosina di concreto che faccia tirare un po' il fiato a chi ne ha più bisogno di noi.

È previsto un torneo di toro meccanico; come ci si può allenare per non giungere impreparati?
Il torneo sarà gestito da professionisti che porteranno 2 tori meccanici, e sarà loro premura fare in modo che tutti possano cavalcare sullo stesso livello . Non posso dare altri consigli in quanto non sono mai salito su un toro nemmeno io: mi lascerò stupire.

Che differenza c'è tra un momò e un cowboy?
Essendo il Mendrisiotto terra ancora ricca di coltivazioni ci accomuna un po' lo spirito agricolo e l’amore e il rispetto per la terra.

E tra un momò e un indiano?
Ci assomigliamo tanto perché siamo maltrattati e abbastanza ignorati sia dal Cantone che dalla Confederazione.

In una lotta fra momò, cowboy e indiani, chi vincerebbe?
Sono sicurissimo che esattamente 5 minuti dopo l'inizio  della lotta saremmo tutti e tre al bancone con un buon tazzone di Merlot e fagioli Messicani a cantare  "Amici miei",  ululando come gli indiani, fischiando e scorreggiando  come veri cowboy.

È prevista della cucina a tema: puoi dirci qualche cosa in più?
Il piatto principale sarà il classico piatto con fagioli, collo di maiale tagliato finissimo e patate, ma ci sarà anche il Texas beef e  salsicce varie . La cucina sarà gestita  da Casa Astra, le persone che beneficeranno degli incassi del cibo.

Sarà presente anche un Saloon, che presumo non sia il Salòn dal barbé, giusto?
Il saloon sarà gestito dai ragazzi di Esperance Acti che ci faranno assaggiare una nuova birra in commercio, e magari anche qualche ragazza con cinturone di Tequila.

Sono previste esibizioni western: ad esempio?
Durante il giorno saranno a disposizione 4 o 5 cavalli tra cui due pony che potranno essere cavalcati dai bambini, che potranno inoltre essere truccati da due bellissime ragazze. Per la gioia degli occhi delle gentili Signore ci saranno dei maniscalchi a petto nudo e grembiule di cuoio, che faranno qualche dimostrazione con i loro attrezzi, e spero che mi confermi la partecipazione anche il dentista dei cavalli con i ferri del mestiere. In tardo pomeriggio ci sarà l’esibizione di monta western Barrel (circuito intorno a bidoni o botti)  e trail (percorso dove si vede l’abilità del cavallo nella fattoria) commentato in diretta dai protagonisti (campione e campionessa europea.)

Avete anche girato un video per promuovere l’evento; com'è nata l'idea?
Faccio parte dei  Mistun da Mendris, un gruppo carnevalesco pluri decorato , e aiuto in qualche modo piccoli gruppetti che vogliono sfilare nei vari carnevali portando musica e idee . Così ho pensato al video scherzoso e divertente per promuovere e incuriosire un po' la gente. La mia forza comunque è di avere sempre intorno gente pronta a fare burlonate di questo tipo.

Tutto il ricavato andrà in beneficenza: sono i momò ad avere il cuore d'oro o i cowboy?
Non voglio essere un paladino, ma avendo il magazzino del lavoro sotto Casa Astra a Ligornetto continuo a vedere arrivare persone , tra cui tanti giovani del Mendrisiotto,  che non hanno neanche più le lacrime per piangere. Vorrei che la gente si accorga di loro, per dargli una ragione per non mollare e sono sicuro che, coinvolgendole in queste cose, si sentirebbero meno invisibili.

Giampiero si sta facendo in quattro per riuscire ad offrire la manifestazione gratuita e per ora, grazie ad alcuni sponsor, è riuscito a raccogliere il 60% delle spese. Se desideri dargli una mano (a dare una mano ad altri), contattalo a: giampi.edera@gmail.com

Per tutti gli altri invece ci si vede sabato 31 agosto per le praterie di San Martino a Mendrisio, dalle 11 alla 1 di notte, in un Momò Country Rebelott da non perdere!

Ed ora, solo per i vostri occhi, il video di presentazione alla manifestazione; a dimostrazione che anche il Mendrisiotto ha i suoi talenti cinematografici e attori di comprovata esperienza.