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lunedì 28 ottobre 2013

Una serata dove i sensi saranno protagonisti

Immagina di essere in un luogo accogliente, caldo, e nelle cui pareti è racchiusa parte della storia culinaria e vinicola della nostra Regione. Aggiungici poi della musica, di sottofondo ma non scontata, quasi brulicante. Ora con una mano sorreggi un calice di vino, mentre con l’altra assapori formaggio, miele e tanti altri prodotti nostrani, genuini e, inutile dirlo, squisiti. Se sei riuscito ad immaginare tutto questo ora puoi aprire gli occhi e, se vuoi che diventi realtà, non ti resta che iscriverti all’ennesima bella iniziativa proposta dall’Associazione spazio ai sensi.

Venerdì 15 novembre, dalle ore 19.30, presso la Cantina Oberti a Mendrisio si terrà una serata di degustazione vino, formaggi e altre prelibatezze, il tutto in compagnia di un gruppo musicale jazz. 

Prezzo per persona Fr. 30 (Fr. 25.- per i soci).


Iscrizioni entro l’8 novembre tramite mail: spazioaisensi@bluewin.ch oppure inviando un sms allo 079.724.07.02.




martedì 24 settembre 2013

Per certe cose, è meglio averne



Il prossimo fine settimana si svolgerà a Mendrisio la tradizionale Sagra dell’uva, in cui si potranno gustare i prelibati frutti offerti dalla terra, presentati al pubblico sotto forma di piatti, dolci, stuzzichini o, soprattutto, buon vino. Per apprezzarlo è sempre utile osservarne il colore e l’odore, prima di assaggiarne il sapore. Ed è proprio in onore di uno di questi organi che oggi vi offro questo post, sperando non ve lo faccia voltare su o che la mosca non ci salti sopra. Ma di cosa stiamo parlando? Ma del naso, naturalmente.

  • Voltà su al nas: disapprovare.
  • Sott al nas: in evidenza, a portata di mano.
  • Püsse in là dal nas: lontano.
  • Sül nas: in faccia, apertamente.
  • Andà al nas: venire a conoscenza, giungere all’orecchio.
  • Bagnà al nas: superare in abilità.
  • Picà al nas: accorgersi a proprie spese.
  • Pocià dent al nas: immischiarsi, intromettersi.
  • Menà par al nas: prendere in giro, deridere.
  • Dà sü dal nas: rifiutare sdegnosamente.
  • Fa dent al nas: abituarsi.
  • Testà tant da nas: rimanere sorpresi.
  • Tegnì indré l nas: non impicciarsi.
  • Tirà giò dal nas: vantare bugie, calunnie.
  • Vegh al nas in mezz ala facia: essere normali, non avere nulla di straordinario.
  • Restà col nas in mezz ala facia: restare di stucco.
  • Saltà la mosca al nas: spazientirsi, arrabbiarsi.
  • Vég la spüzza sott al nas: comportarsi boriosamente.
  • Nas ross: che in sé non vuol dire nulla, ma è la traduzione di Néz Rouge, il servizio che vi riaccompagna a casa in caso la Sagra dell’uva vi sia sfuggita un po' di mano. Marcatevi giù il numero di telefono: 0800.802.208; potrete chiamare sia venerdì che sabato, dalle 24 alle 3 di mattina.


Detto questo: salute!



venerdì 6 settembre 2013

Vendemmia: si comincia!

L'odore di uva matura è in grado di trasformarmi la mente in un album dei ricordi, pronto da sfogliare ogni anno con il tipico affetto e quella dolce-amara malinconia di chi oggi non c'è più. E così stamani mi sono lasciata trasportare, ho seguito l'inconfondibile scia fino a quando ho visto le tipiche cassette in plastica, che ai miei tempi erano rosse, e portarle in cantina con il trattore era l'emozione più bella al mondo. 

Quando ho visto il contadino gli ho chiesto se questa fosse una buona annata; mi ha risposto "Non lo so, ma l'uva è buona", porgendomi un grappolo di uva bianca. Ebbene sì, non ha mentito, quest'anno l'uva veramente buona. 


martedì 3 settembre 2013

Il Tappo alle cantine di Mendrisio


E anche quest’anno torna la manifestazione “Il tappo alle cantine”: per fortuna! Dico così perché è una manifestazione organizzata bene, simpatica e genuina, senza dimenticare l’ambito solidale tipico dello spirito momò. 

Ecco qualche informazione in più:
  • Luogo: zona le cantine di Mendrisio, via alle cantine.
  • Orario: dalle 16 alle 24
  • Grotti coinvolti: 3, i Ticino, Bundi e San Martino, dove saranno serviti i pasti caldi.
  • Cantine private coinvolte: 14, dove si potranno gustare prodotti regionali e degustare vino.
  • Gruppi musicali: molti, tra cui il Gruppo Otello, i Tri per dü, il Gruppo corno della Alpi Ticino, Nani e Lorena e tanti altri.
  • Ospiti d’onore: La Confrerie du Sabre D’or, che aprirà bottiglie di Champagne a suon di sciabolate (tecnica sabrage).
  • Parcheggio alle piscine di Mendrisio, dove un bus navetta farà da spola durante tutta la manifestazione, che si terrà con qualsiasi tempo.
  • Come da statuto Tappo, parte dell’incasso sarà devoluto in beneficenza.


Cartina:


mercoledì 7 agosto 2013

Scopriamo il Gruppo Le Forchette

Spesso comincia così: ci sono i soliti quattro amici al bar, un’idea viene buttata lì a caso et voilà, un’originale e simpatica iniziativa diventa realtà. È quanto accaduto a Vittorio Cazzola e al suo enogastronomico, ma non solo, Gruppo le Forchette. L’ho voluto incontrare per potervi raccontare qualche cosa in più.

Gruppo le Forchette: di cosa si tratta?

Tempo fa, assieme ad alcuni amici, ci siamo detti: “ma perché non mettiamo via 20 Franchi al mese su un conto, e a fine anno andiamo a mangiare in un bel posto?”. E così è stato: una volta all’anno ci vestiamo bene e andiamo a tirarcela un po’. 

Fino ad ora dove siete stati?

Al Principe Leopoldo, all’Eden Roc di Ascona, Artè al Lago, allo Splendide Royal, Villa Castagnola,  Montalbano, il Motto del Gallo, Santabbondio e tanti altri.

Quale ti è piaciuto di più?

Senza ombra di dubbio il Principe Leopoldo di Lugano, anche perché è stato il primo e il primo amore non si scorda mai. Comunque mi sono piaciuti tutti: ognuno ha avuto la sua particolarità, sia come menu che come saloni, servizio, eccetera.

Come funziona la vostra iniziativa?

Per partecipare alla cena annuale bisogna essere soci del Gruppo e, prima del termine d’iscrizione alla cena, aver versato sul conto 240 Franchi. Detti così sembrano molti ma, se depositati mensilmente, sono una cifra abbordabile per chiunque. Questo però solo per ciò che concerne la cena di fine anno, perché organizzo anche diversi eventi aperti a chiunque, anche ai non soci.

Cosa comprende la cena?

Pattuisco tutto prima con il ristorante, in modo da non aver sorprese supplementari. Solitamente sono menù da 5 portate con abbinamento vino compreso, più naturalmente un pullman  per potersi gustare la serata in piena tranquillità, senza problemi con l’alcool alla guida.

Quanti soci conta il Gruppo Le Forchette?

Siamo partiti in 8 e ora, dopo quasi 10 anni, siamo arrivati a 46 soci attivi, che vanno dai 5 ai 68 anni.

Cosa organizzi oltre alla cena annuale?

Molto altro direi: quest’anno in programma erano previsti ben 12 eventi aperti a tutti. Seguiamo diverse camminate gastronomiche, ma dipende molto da quanto mi capita sotto tiro. Personalmente dedico molto tempo all’iniziativa, ma è un’attività che non mi pesa perché la faccio con piacere.

Quali sono i prossimi eventi in calendario?

C’è la “Mangia e cammina sugli Alpi” in Valle Bedretto, in settembre una visita al Museo del Cemento con relativa cena al Grotto del Mulino e l’immancabile Sagra dell’Uva di Mendrisio, in novembre la Fiera di San Martino e il 16 dello stesso mese la cena annuale, che quest’anno faremo al Grand Hotel di Villa Castagnola.

Se uno vuole iscriversi come deve fare?

Sul nostro sito internet si trova tutto, dal regolamento al formulario di iscrizione, e abbiamo anche una pagina Facebook.

Perché una persona dovrebbe iscriversi?

Per divertirsi, stare in compagnia a mangiare e bere in sicurezza, e per vivere esperienze da ricordare.

In pratica il decalogo del perfetto momò ;-).












domenica 26 maggio 2013

Un sabato fra asini e vino

Ieri è stata una giornata ricca di opposti: ci sono stati la pioggia e il sole, il caldo della condivisione e il freddo delle cantine, il pane nero e il vino bianco, il rumore dell’incitamento e il silenzio del riposo. 

Sono partita visitando la nuova Cantina del Tenimento dell’Ör a Genestrerio, che è strepitosa, considerando poi che non erano messi così male nemmeno ad Arzo. La nuova costruzione è moderna, lineare, tecnologica e funzionale, inserita in un contesto naturalistico esclusivo, da cui si gode una vista sul Mendrisiotto che farebbe invecchiare bene anche le persone, non solo il vino. A chi teme manchi l’atmosfera e il calore delle cantine tradizionali dovrà fare quattro chiacchiere con il proprietario: il Signor Perler. Secondo lui per fare un buon vino sono necessarie almeno tre vite intere e, credendo nella reincarnazione, dichiara di non essere impaziente (dimostrando così di essere persino modesto). La nuova costruzione è stata voluta e ideata da lui: “Non per fare del teatro – ha ammesso – ma per fare del buon vino”. Infatti il suo cambiamento non è stato voluto per assecondare la moda delle Cantine d’autore, ma per assecondare il bisogno del vino in tutti i suoi delicati passaggi, dalla raccolta alla spedizione. Il compito di suggellare il successo delle sue intuizioni e passioni è affidato naturalmente ai vini da lui creati e, guardando i volti delle persone intente a degustare, direi proprio che ci è riuscito.

(La manifestazione Cantine Aperte termina questa sera alle 18. Programma e informazioni su www.ticinowine.ch)



Passiamo al Palio degli asini di Mendrisio. Quando sono arrivata l’atmosfera di Piazza del Ponte era bollente, e non certo per la temperatura dell’aria. Si stavano svolgendo gli ultimi giochi prima del Palio e la lotta per il primo posto era serratissima. All’arrivo dei fantini è calato nell’arena un silenzio rispettoso, a cui è seguito un vociare sommesso all’entrata in campo degli asinelli. Le inferriate posizionate ai bordi della pista sono state sostituite da migliaia di manine speranzose di accarezzare quei musi arruffati, per lo più rimaste insoddisfatte. Il sedere dei fantini posto sul dorso dei ciuchi ha ridato avvio a grida di sostegno e di incitamento, a cui è seguito l’inizio della gara. Bene. Si parte. Tutti pronti. Via. Somaro A supera somaro B? Spintoni, velocità, tensione, testa a testa? Bé no, dimenticate il Palio di Siena, le corse dei cavalli ma anche quella delle lumache: qui al via non si è mosso nulla, un fermo immagine durato a lungo. A questo punto il tifo dagli spalti è letteralmente esploso, e i fantini hanno cercato di prodigarsi come meglio potevano. Chi ha abbracciato il somaro al collo, chi gli ha accarezzato la barbetta, chi si è posizionato sul sedere e ancora un po’ più in là, chi gli ha tirato vigorose sculacciate, chi gli saltellava sul dorso a mò di stantuffo: insomma, per un giorno a cascare non sono stati gli asini, ma i fantini. Alla fine ha vinto Villa Furesta con un’asinella quieta e gentile che, malgrado un inizio in retromarcia, è stata l’unica a completare i cinque giri richiesti. Con questo Villa Furesta si è portata a casa anche la coppa della trentunesima edizione dei giochi: dunque arrivederci all’anno prossimo.