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domenica 23 marzo 2014

Pensiero domenicale


In questa domenica fredda e ventosa ho sentito il richiamo della tastiera, ed eccomi qua. Ormai è passato quasi un anno dalla nascita di Lady Mendrisiotto e sono persino mesi che la pagina non viene più aggiornata, ma il motivo di tale bisogno credo sia da ricercare nel timore di iniziare a concretizzare qualche cosa che per me sta diventando molto importante, e di cui ho la testa piena. Quando ho iniziato questa avventura non avevo aspettative o intenzioni, condizione che col passare del tempo è però purtroppo cambiata: che bello sarebbe stato vivere di una passione, mi necessitava solo trovare un modo per stare in piedi. È stato il destino a riportarmi a terra: ha iniziato ad assottigliare sempre più la base su cui appoggiavo fino a renderla un filo sospeso nel vuoto, e a quel punto lo "stare in piedi" è diventato troppo difficile anche per me, che non sono funambola.

Ho deciso così di fermarmi un attimo per cercare di capire e meglio valutare la situazione. In quel periodo ho incontrato persone meravigliose conosciute proprio grazie a Lady Mendrisiotto che, con la loro energia coinvolgente ed entusiasmo, mi hanno fatto capire che quando sei sulla strada giusta non hai bisogno di imparare a stare in equilibrio su un filo sospeso nel vuoto, perché in quel momento sai volare. Ora la mia scrivania è piena di idee e progetti che ormai non comprendono più solo Lady, ma che da lei sono nati.


Devo ancora organizzarmi bene, inquadrare le necessità e fare ordine in questo caos creativo, ma soprattutto non mi è ancora chiaro quale sarà il disegno finale. Magari questo nuovo percorso mi porterà comunque a scoprire di non avere ali sufficientemente forti per alzarmi in volo e affrontare le intemperie, ma voglio almeno provarci. D’altronde a me gli aquiloni sono sempre piaciuti, e il vento di oggi mi sta aiutando a far alzare in volo questi miei sogni colorati, che dalla finestra vedo andare lontanto lontanto, proprio come se avessero le ali…


giovedì 17 ottobre 2013

Un satellite per tutti, grazie a noi


Ecco spiegata la provenienza del riflesso emesso dalla luna: sono i riflettori accesi dei campi di calcio della nostra Regione! Infatti da dove credete provenga la "M" di Moon? Ma da Mendrisiotto, naturalmente! Chiamatelo pure: effetto Momòmoon ;-)!



Sorpresa mattutina


Che poi il Mendrisiotto è fatto così: sei in giro con il naso attaccato al suolo a cercare i tesori della terra e... puff... alzi gli occhi e ti ritrovi davanti un panorama così... e non ti resta nient'altro da fare che sorridere :-).

martedì 15 ottobre 2013

domenica 13 ottobre 2013

Di tutto e di niente



Oggi scrivo di tutto e di niente. Nel “di tutto” metto dentro la giornata di ieri fatta di volti nuovi, conoscenze approfondite, passioni raccontate, arti espresse, risate spontanee, scrittrici spumeggianti, libraie adorabili, nuove prospettive, storie personali, racconti cantati, idee lanciate, disponibilità estrema e tanta, tanta voglia di dare. 

Nel “di niente” invece inserisco il silenzio di cui sono circondata ora, il profumo di ginepro che aleggia nella stanza, il freddo che da ieri mi porto nelle ossa, il buio fuori dalla finestra, l’unica luce accesa nel soggiorno, le lasagne nel forno, la matita appoggiata sul blocco di fogli e il nuovo libro appena acquistato giusto un po’ più in là, che chissà quando riuscirò a leggere. 

Ma il bello delle giornate fatte di tutto e di niente è che basta mescolarle solo un po’, e si sta di un bene…


venerdì 6 settembre 2013

Vendemmia: si comincia!

L'odore di uva matura è in grado di trasformarmi la mente in un album dei ricordi, pronto da sfogliare ogni anno con il tipico affetto e quella dolce-amara malinconia di chi oggi non c'è più. E così stamani mi sono lasciata trasportare, ho seguito l'inconfondibile scia fino a quando ho visto le tipiche cassette in plastica, che ai miei tempi erano rosse, e portarle in cantina con il trattore era l'emozione più bella al mondo. 

Quando ho visto il contadino gli ho chiesto se questa fosse una buona annata; mi ha risposto "Non lo so, ma l'uva è buona", porgendomi un grappolo di uva bianca. Ebbene sì, non ha mentito, quest'anno l'uva veramente buona. 


giovedì 29 agosto 2013

Saluti da Mendrisio

Ora... capisco che di Mendrisio si possa andare fieri di tutto e che da ogni angolo trasudi bellezza (...), ma credo che un qualche scorcio migliore lo si sarebbe anche potuto trovare, soprattutto quello con il Bar Colonne e relativa piazzetta. 
(Per info: la cartolina non l'ho presa dagli archivi storici della città, ma oggi, in stazione a Mendrisio ;-)).


venerdì 2 agosto 2013

1° agosto in stile momò

In un video ecco la sequenza di foto e pensieri arrivati dalla Festa Nazionale del 1° agosto. 
Musica dei Vad Vuc. Buona visione!

martedì 23 luglio 2013

Il rumore della pioggia



Ieri a un certo punto il Mendrisiotto si è acceso. Il cielo ha cominciato a lampeggiare come nemmeno nelle migliori discoteche anni ’70, e questo è bastato a zittire il mondo: tutti fermi ad aspettare, forse anche il sogno di una vita. Ma per poco, poi tutto è cominciato. Prima è arrivato il vento, quel vento circolatorio che brandisce un albero dal basso, gli si stringe attorno e poi lo rilascia andare; un po’ come accade alle setole delle spazzole per pulire le bottiglie: prima si stringono, poi salgono, e infine scoppiano fuori. E così è accaduto: tutto è scoppiato fuori. 

La pioggia è arrivata con il suo solito fare sornione. Prima con dei pic lievi sulle foglie dell’acero, poi con dei toc più secchi su quelle del fico e gli inevitabili tuf sull’erba. I vellutati spuf delle rose sono quasi subito stati sopraffatti dai tic provenienti dal tetto in lamiera del vicino, a cui rispondevano i tuc tuc delle tegole, intercalati dai sonori teng della grondaia. E tutto ha cominciato a risuonare: il tavolino in metallo del giardino, la siepe, il corbezzolo, i pini centenari, l’asfalto, la panchina in legno e il telone del grill. Ma mancava ancora una cosa. Allora ho allungato un piede, poi l’altro, un braccio e infine io: per sentire che rumore avrebbe fatto sulla pelle. 

Ebbene, non ne fa. Nulla. Niente tic, toc, o spaf. Solo silenzio. Muta. Zero decibel. Ma c’è un perché. La pioggia a contatto con l’essere umano non emana alcun rumore, perché li attutisce. I pensieri si quietano, le emozioni scorrono via e le tensioni si sciolgono; e a quel punto il silenzio ti accorgi di averlo dentro. In pratica la pioggia fa in modo che tu possa raggiungere la condizione giusta per ascoltare non solo i rumori emessi da ogni goccia, ma la sinfonia totale della natura. Meravigliosa come sempre, con continui applausi a scena aperta.


domenica 21 luglio 2013

Fai il pieno... di meraviglia.


Pensate che nel Mendrisiotto un panorama così lo si osserva mentre si fa benzina. 
Come a dire: da noi fare il pieno di meraviglia non costa nulla ;-).


sabato 6 luglio 2013

Mi rode un'ode


Profilo mattutino, di un monte birichino,
Profilo rococò, di un monte momò,
Profilo stagliato, di un monte mozzafiato,
Profilo curioso, di un monte glorioso,
Profilo sgargiante, di un monte elegante,
Profilo solivo, di un monte protettivo,
Profilo sottile, di un monte gentile,
Profilo sinuoso, del Monte Generoso.



martedì 2 luglio 2013

Spirito momò



Nella foto vediamo una gomma da masticare rossa posizionata sul pavimento di una banca Raiffeisen, davanti allo sportello; a dimostrazione che nel Mendrisiotto teniamo tutti in alta considerazione, anche coloro che valgono una cicca.

lunedì 1 luglio 2013

Sparire all'Estival Jazz


Questo fine settimana si è svolto Estival Jazz Mendrisio a Piazzale la Valle, ma il momento che mi è rimasto più impresso non ha nulla a che fare con la musica, o almeno non in modo diretto. L’ho notato quando la piazza era colma di persone inebriate dai virtuosismi strumentali offerti da Mike Stern e dalla Victor Wooten Band. 
L’ho osservato a lungo, estasiata, e ancora oggi mi chiedo se è esistito davvero o se è stato solo frutto della mia fantasia. Sto parlando di un ragazzo, seduto sulla scalinata principale di accesso alla Piazza, posizionato vicino all’illuminazione del pavimento. Malgrado il rumore, la musica, il ritmo, gli schiamazzi, l’energia scaturita dalla massa, lui stava facendo una cosa meravigliosa: leggeva un libro. Così. Come fosse seduto tranquillamente a casa sua, davanti a un camino acceso. 
Una volta, per giocare, chiesi a un bambino di andare a nascondersi e lui, anziché correre dietro un albero, si mise le mani davanti agli occhi. Fu sufficiente: di colpo sparì. Ecco, quel ragazzo intento a leggere il suo libro mi ha ricordato questo: che non conta dove sei ma ciò che stai guardando, ma soprattutto con quanta naturalezza e semplicità lo stai facendo. Ecco, in questi casi tutto diventa possibile, anche sparire stando in mezzo all’Estival Jazz.

(nella foto il ragazzo intento a leggere)